giovedì 31 gennaio 2008

Bici e inquinamento

In bici si respira troppo inquinamento?
Cliccate su questo link e avrete la risposta:
http://www.pisamo.it/uploads/2008_01_8_14_47_20.pdf

martedì 29 gennaio 2008

Giornata ferrovie dismesse - Iniziative Sicilia

La giornata nazionale delle ferrovie dismesse è una grandiosa occasione per pedalare sui vecchi tratti ferroviari italiani.
In Sicilia le iniziative sono due, una per la sicilia orientale e l'altra per quella occidentale.

Ad oriente si pedala sulla vecchia tratta che collega Godrano-Ficuzza-Corleone (km 30 circa) ex-ferrovia Palermo-S.Carlo.
Ad occidente invece il percorso permette di attraversare la valle dell'Anapo seguendo la ferrovia dismessa Siracusa - Vizzini.

link utile per l'orientale: http://www.ferroviedimenticate.it/eventi/siracusa-vizzini.htm

venerdì 25 gennaio 2008

Pista ciclabile a Gela


Uno dei progetti in via di sviluppo è quello relativo alla realizzazione di alcuni tratti di pista ciclabile che siano realmente utili alla viabilità in bicicletta.
Per meglio chiarire la nostra idea esponiamo il progetto considerando l'area pianeggiante a sud della città.
Una breve analisi dei possibili spostamenti ciclabili denota la tendenza da parte dei cittadini ad individuare nel quartiere di Macchitella il principale luogo di destinazione per due categorie di ciclisti:
a) quelli che da casa lo raggiungono in bici; b) quelli che vi arrivano in automobile e lì si muovono in bici.
Considerata questa utenza come certa, il primo troncone della pista ciclabile dovrebbe svilupparsi all'interno del quartiere di Macchitella.
La struttura del quartiere, urbanistica in genere e viaria nello specifico, consente di pensare ad un tracciato che, girando ad anello lungo il v.le Cortemaggiore ed il v.le Enrico Mattei, abbia dei collegamenti perpendicolari verso il centro del quartiere medesimo, in direzione dei cosiddetti "Muretti".

Con riferimento al successivo troncone, questo dovrebbe partire da Macchitella e arrivare al porto rifugio.

Infine, per quel che riguarda l'ultimo tratto lo sviluppo dovrebbe riferirsi all'ultima parte del lungomare fino al fiume Gela.

Il fatto di avere preso in considerazione l'intero lungomare ed il quartiere di Macchitella nasce dalla necessità di creare una prima struttura in una zona dove la percentuale di utilizzo della bici è da considerarsi sufficiente sul piano meramente ludico e con una buona prospettiva di incremento sul piano della mobilità vera e propria, soprattutto in considerazione degli spostamenti all'interno del quartiere di Macchitella.

Per quanto riguarda la realizzazione dell'opera, limitandoci qui ad alcuni dati a-tecnici possiamo sottolineare la neccessità che la pista sia debitamente separata dalla sede stradale da un cordolo fisico al fine di impedire il parcheggio sulla stessa e l'invasione da parte di altri veicoli.
Questa precisazione al fine di escludere TASSATIVAMENTE l'idea di tracciare la pista direttamente sulla strada, cosa che, l'esperienza in altre città insegna, porterebbe al successivo utilizzo della pista ciclabile come parcheggio.

giovedì 24 gennaio 2008

Bici in Piazza a Palermo

Gli amici del Coordinamento Palermo Ciclabile hanno organizzato una bellissima iniziativa per domenica 27/01/2008. Bici in Piazza.
Cliccate sul link per tutti i dettagli: palermociclabile.altervista.org/index.php?entry=entry080122-205823

lunedì 21 gennaio 2008

Ciclovie Pugliesi

La questione della Ciclovia di Gela rimane apertissima.
L'itinerario da noi proposto ha ricevuto un notevole riscontro in termini di attenzione ed interesse.
Questo non può farci che immenso piacere.
Dobbiamo perfezionarlo, ovviamente, e, soprattutto, dobbiamo riuscire a porre lungo lo stesso una adeguata segnaletica che permetta a tutti di percorrerlo, in parte oppure nella sua interezza.
La nostra esperienza e il nostro entusiasmo non sono un'eccezione, ma una realtà che si sta diffondendo.
Ci piace guardare le esperienze ed i progetti altrui, per crescere ed imparare.
Ecco il sito dei Cicloamici di Mesagne ed i loro progetto per rivalutarie come vie ciclabili le splendide strade secondarie della Puglia.
http://www.cicloamici.it/vieverdi_brindisi.htm

Giornata nazionale ferrovie dismesse


Il 2 marzo è stata istituita quale giornata nazionale delle ferrovie dismesse.
Per tutte le informazioni cliccate il link sottostante:

giovedì 10 gennaio 2008

Parliamo di Bike - Sharing


Articolo da www.lastazionedellebiciclette.com
"Una valida opportunità per muoversi liberamente in mezzo al traffico cittadino ed entrare senza ostacoli anche nelle aree ad accesso vietato ai motoveicoli, facendo al tempo stesso attività fisica visitando una città da turista, magari per raggiungere una mostra d’arte o anche semplicemente per scoprirla liberamente con la libertà data da una bicicletta.
Adottato per la prima volta nel 2001 dalla città di Ravenna, il sistema di bici pubbliche "C’entro in Bici" è ora una bella realtà presente in 25 tra le più importanti città italiane, molte delle quali a vocazione turistica, e 8 regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Lazio, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Abruzzo e Sardegna), e in costante e progressiva espansione. Tra le città che hanno adottato il sistema nel 2004 anche Roma con il distretto dell’Università Roma 3 e numerosi Comuni della cintura dell’hinterland milanese, da San Donato, Carugate a Cernusco sul Naviglio e Gallarate.
Cos'è il C'entro in BiciProgettato dall’ingegnere romagnolo Fulvio Tura, depositario del relativo brevetto, è infatti possibile ottenere gratuitamente una chiave che permette di prelevare una bici pubblica da una delle rastrelliere disseminate tra centro città e zone periferiche (a discrezione delle singole Amministrazioni), solitamente in prossimità di punti strategici come stazioni ferroviarie, principali parcheggi scambiatori cittadini, piste ciclabili, fermate dei taxibus eccetera, per consentire al cittadino residente come al turista di poter accedere al servizio il più comodamente possibile.C’entro in Bici permette infatti di lasciare la propria auto ai margini dei centri storici e prelevare una bici con la quale muoversi liberamente dribblando i problemi legati al parcheggio o al mancato accesso a zone a traffico limitato, sempre più frequenti.Dopo averla liberamente utilizzata per i propri spostamenti, l’utente non dovrà far altro che riporre la bici nella rastrelliera dalla quale è stata prelevata e "liberare" così la chiave che rimarrà di sua proprietà per ogni successivo utilizzo di qualsiasi bici, anche in altre città che adottano lo stesso sistema.Tutte le bici, caratterizzate da colori raggianti (diversi in ogni città, dal blu al rosso rubino, all’arancio), sono equipaggiate con ruote anti-foratura, cavalletto e doppio cestino dove poter comodamente riporre oggetti personali ed eventuali acquisti."
Pensarlo anche da noi non è proprio un'eresia!!!
Link informativi

lunedì 7 gennaio 2008

La bici illuminata

Il comitato Segrate Ciclabile ha messo in rete questo interessante video sull'uso della bici e sui vantaggi che da esso derivano, soprattutto quando ci si fa notare dagli automobilisti!!!

Ciclista in Norvegia


il ciclista urbano, quello che usa la bici come mezzo di tasporto e non solo come giocattolo, ha sempre esperienze interessanti da narrare, come questa, tratta da un libro di un autore norvegese, Ender Loe, "Doppler vita con l'alce", edito da IPERBOREA:


« [...] Mio padre era appena morto e sepolto, mia madre, le mie sorelle e io avevamo sistemato tutte le incombenze pratiche e io ero uscito in bicicletta. Era primavera. Ed era una gioia andare di nuovo in bicicletta nel bosco dopo il lungo inverno. Io naturalmente vado in bici tutto l'anno. Da casa al lavoro e ritorno. Sono un ciclista. Forse sono soprattutto un ciclista. Non c'è stato delle strade che possa fermarmi. D'inverno uso le gomme chiodate. Il casco. Guanti da bici. Pantaloni e giacche modificati apposta. Computer da bici. Luci. Faccio quattromila chilometri in bicicletta all'anno. E non ci penso due volte a rompere i tergicristalli delle macchine che si comportano male. Do una botta sul cofano. Picchio sul finestrino. Grido fino a farmi venire la voce roca e non mi spavento quando gli automobilisti si fermano per prendersela con me. Litigo fino allo sfinimento, difendendo a spada tratta i miei diritti di ciclista. E vado a razzo. Molto più a razzo delle automobili. Il momento migliore è negli imbottigliamenti del mattino. Per esempio giù per la Sognsveien, oltre il quartiere di Adamstuen e fino a Thereses gate e Pilestredet. Ci sono un sacco di macchine e spesso anche dei tram. Il tram ferma giusto in mezzo a Thereses gate e, dato che arrivano sempre delle auto nell'altra direzione, devono aspettare, mentre io salto sul marciapiede, pedalo mantenendo bene la destra rispetto a quelli che salgono sul tram, mi fiondo in strada con ancora quattro-cinque metri di vantaggio sul tram e un buon anticipo sulla sua partenza. Proprio li il marciapiede è un po' più alto del normale e leggermente risalente, così posso prendere lo slancio e atterrare su tutt'e due le mote insieme esattamente in mezzo ai binari. Mi riesce da dio, ma non ne faccio una gran scena. Chi lo deve vedere, lo vede. Magari ispira qualcuno a prendersi una bicicletta. Il solo pensiero è già una ricompensa. Lo porto con me per il resto della giornata pedalando verso l'ostacolo successivo, che è la rotonda di Bislet, altro punto dove ho sviluppato una tecnica spettacolare che gli autisti di professione non apprezzano affatto e che forse in effetti non è proprio dalla parte giusta della legge. Ma un ciclista è costretto a diventare un fuorilegge. E costretto a vivere fuori dalla società e in rotta con il sistema stabilito di viabilità che sempre più incoraggia esclusivamente la circolazione motorizzata, anche per le persone di sana costituzione. I ciclisti sono degli oppressi. Siamo una minoranza silenziosa, i nostri territori di caccia sono sempre più ristretti e siamo forzati a comportamenti che non ci si addicono, non possiamo parlare la nostra lingua, ci obbligano alla clandestinità. Ma state in guardia, perché l'ingiustizia è talmente palese che nessuno deve stupirsi se accumuliamo rabbia e aggressività, e un bel giorno, quando i non-ciclisti saranno così grassi da riuscire a stento a rotolare dentro e fuori dalle loro auto, noi ciclisti ci prenderemo la nostra rivincita con ogni mezzo. Sono un ciclista. E un marito e un padre e un figlio e un dipendente. E il proprietario di una casa. E legioni di altro. Si è così tante cose. Dunque, me ne andavo in giro in bicicletta. In primavera. E a un certo punto sono caduto. In modo piuttosto rovinoso. D'altra parte, si sa, nel bosco si va forte. E i margini di manovra sono spesso ridotti. Avevo deviato da una specie di sentiero e pedalavo nella brughiera, diretto verso una discesa ripida, quando la ruota davanti si è bloccata di colpo tra due pietre. Ho fatto un volo sopra al manubrio andando a sbattere col fianco contro una radice e per finire mi è arrivata la bici sulla fronte. Sono rimasto KO. All'inizio faceva un male cane. Non riuscivo a muovermi. [...]»

domenica 6 gennaio 2008

BICIGRILL

Andare in bicicletta deve essere un piacere, una forma di mobilità non accessibile unicamente ai praticanti in senso stretto, con la tutina elastica e i muscoli tirati, che sfidano con esperienza l'asfalto rovente di traffico delle nostre strade, ma aperta indiscriminatamente a chiunque.
Con metodica costanza insistiamo sul progetto del tratto ciclabile Gelese.
Una via extraurbana della lunghezza di circa quaranta chilometri che corre dal lago Biviere fino alla diga Comunelli, passando sul lato Nord della città e solcando la piana. (Vedi sezione itinerari)
Questo non è l'unico percorso possibile, ne abbiamo pensati diversi, non tutti ancora presenti nella sezione itinerari di questo sito.
Ognuno di questi percorsi consente di utilizzare la bici per tratti variabili, con scelte chilometriche personali, e gradi di difficoltà differenti. Quello che li accomuna è la possibilità di pedalare lontani dal grande traffico veicolare, immersi nella natura, in totale libertà.
Sarebbe bello potere scegliere la bici la domenica mattina per organizzare una gita fuori porta lungo questi percorsi.
La nostra idea è quella di rendere questi tragitti fruibili a chiunque, con l'apposizione di adeguata segnaletica, la creazione di mappe e, cosa davvero importante, la costruzione di piccole area di sosta e assistenza lungo il percorso, una sorta di Bicigrill, variante silenziosa ed ecologica dell'Autogrill.
La cosa è stata realizzata con successo nella provincia di Trento, se volete visitate il link: http://www.ripristino.provincia.tn.it/Piste_Ciclabili/bicigrill.html


lunedì 31 dicembre 2007

Rete Ciclabile Nazionale News


Alune notizie sulla Rete Ciclabile Nazionale, che, lo ricordiamo, passa anche da Gela, le trovate a questo link: http://www.tuttinbici.org/notizia.php?prog=186

Pedaliamo insieme

Cercare di far pedalare la gente è il nostro principale scopo.
Dalla prossima primavera ci piacerebbe organizzare alcune uscite in bicicletta per promuoverne l'uso e la cultura in generale.
Il progetto è ancora una semplice bozza, ma il solo fatto di averlo pensato, assieme ad altri amanti della bici, ci permette di credere sempre più in questa idea.
Vi daremo ulteriori informazioni in futuro.

venerdì 21 dicembre 2007

Babbo natale in bicicletta

Gente ciclica si avvicina il Natale!
Noi abbiamo le nostre belle lettere da inviare al signore barbuto ed in sovrappeso che solca il cielo con la sua ecologica slitta volante (chissà se porta fortuna l'escremento di renna in testa).
Lettera 1)
Caro Babbo Natale, nella mia città non esistono piste ciclabili, però il comune ha appaltato due nuovissimi parcheggi multipiano che potranno contenere un sacco di automobili. Vorrei chiederti se puoi interferire con il sindaco affinchè, almeno nel mio quartiere, venga realizzato un tratto utile e logico di pista ciclabile.
In attesa di tuo riscontro ti invio i miei migliori auguri!!!

Lettera 2)
Caro Babbo Natale, stamattina ho attraversato in bicicletta un'area a traffico limitato densa di smog, lamiere, e copertoni, praticamente un ingorgo. Cinque viglili urbani chiaccheravano allegramente davanti ad un bar senza rilevare alcuna infrazione. Vorrei chiederti di intervenire con il tuo potere e di donare alla mia città Zone a Traffico Limitato effettive e reali.
In attesa del dono ti mando tanti auguri.

Lettera 3)
Caro Babbo Natale, mi piacerebbe fare un giro in bici con i miei bambini lungo un percorso ciclabile ben segnalato, in mezzo alla natura. Ne ho individuato uno molto bello e facile, per renderlo fruibile a tutti sarebbe sufficiente un piccolo intervento da parte dell'amministrazione competente, con segnaletica e punti di assistenza. Vorrei chiederti se puoi fare qualcosa.
Aspetto questa tua magia. Auguroni e buon lavoro.

Le lettere continuano, abbiamo il sacco pieno, ci piacerebbe se ognuno di voi, a commento di questo post, inviasse un suo desiderio ciclabile.

Tanti Auguri da Nanocicli

lunedì 3 dicembre 2007

Letteratura


Il libro che nasce durante il viaggio ha il sapore acre di certa buona polvere, quella che sa di fatica e salite, paesaggi mozzafiato e tramonti che abbracciano il cuore.
Da sempre i viaggiatori hanno scritto i loro pensieri, lungo taccuini fatti di fitti appunti, registratori instancabili di esperienze vissute.
Da Marco Polo a Chatwin, passando per Stendhal e Goethe, la letteratura di viaggio è stata, prima ancora che testimonianza, sogno per i lettori e bisogno irrinunciabile per gli stessi autori.
L'andare in viaggio in bici mantiene oggi inalterato un certo sapore di avventura, qualcosa che si è perduto tra le vie asettiche dei viaggi low cost, inconsapevoli e temibili, sopratutto per gli abitanti che subiscono l'orda migratoria occidentale.
Così, raccontare il vaggio a pedali lascia ancora un segno indelebile da entrambe le parti della pagina: quella di chi la scrive e quella di chi la legge.
A noi piace consigliare, ogni tanto, qualche testo che segue questa scia, senza presunzione, ma con il sano piacere che abbiamo provato nel leggere le pagine del libro.
Ecco allora lo splendido viaggio di due Cilcoturisti Italiani; un viaggio durato un anno lungo le coste di tutta Europa; senza mai lasciare il mare, sotto il sole e le intemperie, fino al mitico capo Nord.
Dategli una lettura e poi diteci

A Capo Nord; di Aldo Arrighi e Carla Figini. Ed. Edicilo

La Segnaletica e la Ciclovia Gelese


Gente ciclabile della dura città di Gela vogliamo darvi delle buone notizie.
Da indiscrete voci di corridoio siamo venuti a sapere che un certo parere positivo è stato dato al progetto della Ciclovia del Sole - Tratto di Gela, da noi in origine proposto e sostenuto.
L'attenzione è stata posta sull'allestimento della segnaletica specifica lungo il percorso individuato nell'itinerario che trovate nella apposita sezione.
La cosa ci lascia ben sperare, sarebbe un passo importante verso una mobilità assolutamente nuova, soprattuto in una città che sembra ignorare l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto.
Speriamo di darvi notizie più dettagliate in futuro.

giovedì 15 novembre 2007

Ciclisti futuristi

L'energia degli anziani mi stupisce ogni giorno. Sono drasticamente innovativi nelle loro scelte, perchè legati al loro passato. Pedalando per la città a volte incrocio sparuti ciclisti urbani su vecchie bici da passeggio, qualcuno con delle scassatissime mountain bike prima maniera, tutti indistinatamente over 60. Li guardo con ammirazione arrancare sui lievi pendii della città, spingere sui pedali con forza e convinzione, puntando sicuri alla meta. Che bellezza.
Ce n'è uno in particolare che mi colpisce sempre, su una bici da città color amaranto con telaio da donna, faretto tondo anteriore, moltiplica davanti piccola, pignone grande dietro, pedala tondo tondo, rientrando in città dalla campagna; sul portapacchi vecchie cassette e sacchi di yuta; in inverno è bardato come un pilota d'aerei degli anni '20, mentre d'estate ha una camicia infilata dentro calzoni ampi, scarponi e bretelle. A volte lo incontro fuori città, sempre alla stessa velocità, accenno un saluto e lui sorride sdentato. Che tipo!
Come mi fanno sentire bene gli anziani giovani in bicicletta, moderni per definizione. Futuristi, rispetto ai ragazzi rinchiusi nelle loro auto, nelle palestre, nei bar, nelle loro stanza con play station; sempre rinchiusi, nella mente e nel corpo.
Che visione e che bella emozione che sei mio ragazzo-anziano in bicicletta
Simone

Riprendiamoci le strade

Ogni ciclista ha un desiderio: vedere le strade libere dalle auto. Probabilmente questo non accadrà mai, l'automobile è ormai un mezzo di trasporto radicato nella mentalità comune. Insostituibile agli occhi della gente.
Su questo andrebbe fatta una riflessione, con riferimento alla giornaliera disinformazione fatta dai mezzi di informazione, ci si passi il corretto gioco di parole. Ogni veicolo comunicativo sfrutta il presunto fascino dell'automobile per creare un'unica convizione, ossia che per spostarsi è necessario infilarsi in un corpo di metallo e gomma, inserire petrolio raffinato nel serbatorio, bruciare buona parte dello stesso ed emettere fumi maleodoranti e nocivi. Per ovvi motivi quest'ultima parte viene omessa nei messaggi pubblici e pubblicitari.
Chilometri di vecchie strade urbane ed extrarbune sono state occupate prima ed usurpate poi dai mezzi a motore. Senza possibilità d'appello per nessuno.
Si continuano a progettare tangenziali ed autostrade per arrivare ovunque a bordo del proprio mezzo a motore, favorendo una serie di drastiche trasformazioni, sia del territorio che del corpo umano. In buona sostanza le gambe non ci servono più a nulla, primo caso di disabilità volontaria.
Difronte a tutto questo è lecito lanciare messaggi forti, urlare in silenzio per farci sentire meglio, parlando con la forza delle azioni.
La critical mass nasce con questo spirito, ed a parte i singoli assembramenti che si organizzano spontaneamente nelle metropoli di tutto il mondo, assai significativo è il messaggio della Critical Mass interplanetaria che ogni anno si organizza a Roma, per rivendicare il proprio essere, le proprie volontà e le proprie scelte, da parte di chiunque ami ancora questo bellissimo luogo in cui viviamo.
Di seguito il link del film sull'ultima Critical Mass interplanetaria.
http://video.google.it/videoplay?docid=-5301300331690981514&q=live+bicycle&total=1438&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=5

mercoledì 7 novembre 2007

I Messaggeri


La bicicletta è senza dubbio un mezzo di traporto estremamente veloce; così veloce che nelle grandi metropoli viene utilizzata dai cosiddetti "poni express" per consegnare rapidamente pacchi e missive. I cosiddetti "messangers", ossia i messaggeri.
Esiste una ideale lettura con riferimento alla definizione di questi novelli fantini delle praterie d'asfalto metropolitane. Non solo messaggeri, portatori di messaggi in senso materiale, ma anche emissari di un modo nuovo o, se si vuole, antico, di muoversi e di sfruttare l'energia: messaggeri della futura mobilità.
Esistono libri e storie sulle loro esperienze, uno di questi è il messaggero, di Culley Travis H., edito in Italia da Garzanti. Un racconto in prima persona della vita di un "messaggero" in una metropoli americana.

Potete godervi la loro visuale in questo video:http://www.youtube.com/watch?v=nR2ygFn-yR8

Bicycle Film Festival 2007


Inizia oggi a Roma il Bicycle Film Festival 2007.

Per chi fosse interessato ecco il link della manifestazione romana: http://bicyclefilmfestival.com/2007_site/roma/

Cliccando sotto potete godervi lo splendido trailer del Festival:

mercoledì 31 ottobre 2007

Salone Internazionale del Ciclo


Ricordatevi il Salone internazionale del ciclo, si terrà a Milano dall'8 all' 11 novembre.

Proposta dei Legge

Cercare di creare spazi vivibili per la bicicletta, oltre la semplice e sofferta sopravvivenza, è un obiettivo importante, che va perseguito, innanzitutto, a livello istituzionale e legislativo.
La provincia di Lodi ha presentato una proposta di legge sulla mobilità ciclistica che racchiude in se molti aspetti positivi.
Tutto questo in vista della conferenza di Milano sulla Bicicletta http://www.bici2007.it/

lunedì 29 ottobre 2007

Quasi una guerra

Continuiamo a segnalare l'attacco costante che da diversi fronti viene fatto nei confronti della bicicletta.
Lungi dall'essere tutelata come mezzo di trasporto alternativo, la bicicletta viene snobbata a livello istituzionale, ciò determinando una notevole condizione di svantaggio e debolezza.
Svantaggiata nel confronto con gli altri mezzi, perchè esclusa dai piani di studio urbanistico in moltissime città italiane. Nella nostra, Gela, è totalmente ignorata.
Forse perchè convinti gli amministratori gelesi che non sia problema rilevante quello della viabilità; che la bicicletta sia mezzo ludico da lasciare alle (rare) gite domenicali; che non vi sia denaro da spendere in contesti poco utili.
Viene giusto chiedersi, allora, cosa sia utile in una città che vuole sentirsi fortemente rinnovata, vestita di una nuova coscienza.
Non lo sono di certo i mega parcheggi progettati di recente per accogliere automobili fantasma, con la motivazione che questo decongestioni le vie cittadine. Motivazione infondata, atteso che è dimostrato che più parcheggi non alleggeriscono il traffico, ma si limitano ad attirare più auto. Inoltre, l'alleggerimento veicolare delle strade principali non si capisce bene a quale fine venga perpetrato, atteso che non si è sviluppato alcun progetto serio di viabilità alternativa (bus di dimensioni adeguate alle vie cittadine, con corse frequenti e maggiormente capillarizzate; piste ciclabili e marciapiedi percorribili dai pedoni senza interruzioni.).
Nel frattempo nessuno osa avventurarsi in città utilizzando la bicicletta, per paura di essere investito da automobilisti e motociclisti assai indisciplinati, per usare un allegro eufemismo.
Situazione di debolezza questa che non va sottovalutata, poichè con una politica di questo tipo, volta ad incentivare al massimo l'uso dell'auto, minacciando il povero ciclista, anche chi volesse iniziare ad usare le due ruote a pedali per gli spostamenti quotidiani si vede costretto a rinunciare, nel timore di assai spiacevoli disavventure.
Continuiamo a vigilare!

domenica 21 ottobre 2007

INCREDIBILE!

La notizia lascia sbigottiti. In Italia circolano più veicoli che conducenti. Il dato per il 2006 fornito dall'ISFORT, istituto di ricerca sulla mobilità, parla chiaro: il numero di veicoli raggiunto ammonta a 50.961.543, quello dei potenziali conducenti ( dai 14 anni in su) è di 50.679.121.
Nient'altro da aggiungere, la notizia si commenta da sola.

venerdì 19 ottobre 2007

Bici lift


In Norvegia, nella città di Trondheim, si sono inventati il "bici lift". Si tratta di un binario interrato nel marciapiede, con una pedana mobile che, una volta poggiatovi il piede sopra, spinge il ciclista fino in cima alla salita. Interessante la motivazione data per una scelta che potrebbe fare discutere. L'amministrazione lo ha fatto per invogliare gli assuefatti all'automobile ad utilizzare la bici. Il sistema, installato in una salita breve, poco più di cento metri, con un dislivello di circa 20mt., può essere utilizzato grazie ad un abbonamento prepagato.

Quando si dice: Fantascienza!

mercoledì 17 ottobre 2007

Libro verde UE

Nella sezione materiale scaricabile di questo blog trovate il Libro verde dell'unione europea per una mobilità sostenibile.
Date un'occhiata!!!

martedì 16 ottobre 2007

Usare la bicicletta a Gela

Nella sezione Itinerari di questo blog trovate un ideale percorso ciclabile che ricomprende la città di Gela.
Il percorso è stato pensato come semplice canovaccio, utile per vedere la città di Gela come centro percorribile con le due ruote a pedali.
I detrattori della biciclettà affermano che Gela sia morfologicamente inadatta all'uso della bici, essendo sviluppata su un'unica grande collina.
La cosa è falsa e merita una netta smentita.
Circa il 60% della città si sviluppa lungo un'area pianeggiante. I quartieri posti a nord dell'abitato sorgono sulla Piana; il quartiere di Macchitella è totalmente in piano, così come l'intero lungomare; una volta raggiunta la parte sommitale della collina (33 mslm) si cammina senza incontrare alcuna salita.
Le maggiori difficoltà riguardano i quartieri sorti sul versante Nord della collina, ma si tratta comunque di salite brevi.
L'accesso al centro è garantito da una serie di salite facili e di lunghezza assai ridotta, sempre entro gli 800mt.
Esistono città europee con asperità ben maggiori e con un traffico di biciclette enorme.
L'unica cosa che va constata è il fatto che la struttura stradale della città non consente vita facile al ciclista, sempre minacciato da pericoli costanti dovuti ad un traffico veicolare pesante selvaggio.
Sarebbe sufficiente attenzionare diverse aree del centro urbano e procedere alla realizzazione di infrastrutture che consentano l'uso sicuro della bicicletta. (vedi piste ciclabili)
Possiamo ritenere incredibile che nell'area nord occidentale si sia sviluppato ex novo un intero quartiere senza pensare alla costruzione di piste ciclabili e di aree di sosta per le bici.
L'amministrazione comunale ha il dovere di ripensare la mobilità in senso nuovo, sempre più ispirato alle direttive europee.
Una città vivibile è certamente una città che rende sempre più agevole la circolazione con mezzi alternativi all'automobile!

lunedì 15 ottobre 2007

Scegliere la bici!

Quale bici acquistare? Ecco la domanda insidiosa che ci si pone nel momento in cui si decide di fare un investimento sulle due ruote a pedali. Insdiosa, perchè non di facile risposta; perchè spesso sottovalutata; perchè il mondo dei rivenditori è pieno di furbi pronti a vendervi qualsiasi cosa.
Come primo consiglio vi invitiamo a porvi un ulteriore quesito: Quale uso farò della bicicletta?
Spesso l'acquisto della bici è condizionato da circostanze "modaiole", che ci portano a spendere denaro per un mezzo che non risponde alle nostre esigenze.
Sulle strade si incontrano centinaia di mountain bike che non hanno mai visto uno sterrato. L'uso della bici da montagna è prettamente ispirato ai terreni accidentati, in città, oppure per le passeggiate, non ha assolutamente senso.
Meglio una buona bici da trekking, munita di portapacchi e parafanghi, con gli stessi rapporti di una mountain bike, ma di certo molto più scorrevole, grazie a copertoni stradali.
Se poi volete fare l'esperienza della bici da corsa, accomodatevi pure, la scelta è vasta, ma ricordate, è una bici tecnica, l'approcio con la quale richiede una certa esperienza.
Comunque per consigli simpatici e dettagliati potete consultare i due Link sottostanti.
http://www.sahara.it/ferri/bici/
http://www.tmcrew.org/eco/bike/nuova_bici.html

Ciclabilità Urbana e tesi universitarie

Non capita spesso di trovare una tesi universitaria che si occupi della bicicletta, ancor meno frequente è il caso di un'analisi accademica della bicicletta come mezzo di trasporto urbano.
Molto interessante il lavoro fatto da Alberto Collidà nella sua tesi di laurea in ingegneria: http://www.arpnet.it/becana/tesi/indice.htm

lunedì 8 ottobre 2007

Le ciclabili e la sicurezza

Quello che è accaduto a Bormio conferma due cose fondamentali. La prima appare paradossale, e riguarda il pericolo generato dalle piste ciclabili: Il percorso previsto espressamente per il ciclista tende a generare un calo di attenzione per la circolazione con conseguente aumento dei pericoli!
La seconda riguarda le modalità di costruzione di determinate ciclabili, con particolare riferimento a quelle cittadine e a quelle che si trovano nelle immediate vicinanze delle strade. Occorre creare delle apposite barriere che consentano il passaggio esclusivamente alle bici, che, ricordiamolo, sono leggere (sollevabili) e snelle. So che qualcuno potrà storcere il naso difronte a delle barriere che, per esempio, costringano il ciclista a scendere dalla sella, sollevare il mezzo in prossimità dell'intersezione con una strada aperta al traffico veicolare pesante, per poi immettersi, tramite lo stesso gesto, nell'altro troncone della ciclabile. Ma, in determinate situazioni, è meglio pensare alla sicurezza.

sabato 29 settembre 2007

La Sicilia a Piedi


Tre ragazzi ed un viaggio a piedi lungo le coste della Sicilia, il suo periplo completo spostando il proprio corpo. Un gemellaggio importante con l'altra mobilià dolce, quella a pedali.

"Il camminare è l’attività più antica del mondo, è il modo più umano di relazionarsi con lo spazio intorno, camminare significa passare attraverso, significa che non è importante solo la destinazione ma anche e soprattutto il percorso…è solo una questione di tempo, un arricchimento progressivo, un incrocio di entità mobili.Il camminare è un gesto di apertura, significa fatica, posti, vento, sole, elementi, persone, ascolto, amore." (Andrea Coppola, Daniele Puglisi, Ellen Michiels: I Camminatori).

Per saperne di più: http://www.attraversamente.net/