AUMENTO DEL TRAFFICO CICLISTICO ANCHE IN ITALIA
INVITO A TUTTI I SINDACI E CANDIDATI ALLE PROSSIME AMMINISTRATIVE A SOTTOSCRIVERE LA CARTA DI BRUXELLES
Come già informato, venerdì 15 maggio scorso, in occasione della giornata di chiusura della Conferenza internazionale "Velo-City", tenutasi a Bruxelles all'interno del Parlamento Europeo, 27 Comuni d'Europa hanno firmato la Carta di Bruxelles.
Sottoscrivendo il documento i firmatari si sono impegnati a:
1) sollecitare Commissione e Parlamento europeo ad attivare politiche adeguate per portare nei Paesi dell'Unione Europea l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto abituale dall’attuale 5% al 15% entro il 2020;
b) assumere direttamente iniziative locali finalizzate a far aumentare al 15% il “modal share” (ripartizione modale) della bicicletta e a ridurre del 50%, entro lo stesso termine, gli incidenti mortali che colpiscono i ciclisti migliorando la sicurezza delle strade.
Tra le città firmatarie: Bruxelles, Milano, Reggio Emilia, Monaco di Baviera, Siviglia, Edimburgo, Tolosa, Bordeaux, Timisoara, Izmit e Portland negli USA.
Trascriviamo di seguito il testo del documento in italiano. Diffondetelo tra sindaci e candidati sindaci alle prossime amministrative, affinchè sia sottoscritto anche da Comuni italiani. Nella peggiore delle ipotesi servirà per far saper che esiste un movimento europeo che si batte per lo sviluppo del trasporto ciclistico..
Le adesioni da parte degli interessati, per email, possono essere inviate anche in italiano, indicando i personali riferimenti a:
Frederik Depoortere frederik.depoortere@velo-city2009.com responsabile dell'Ufficio Mobilità ciclistica di Bruxelles Regione Capitale (che parla italiano)
e per conoscenza anche al sottoscritto stampa@fiab-onlus.it per avere un monitoraggio delle adesioni.
Grazie
Lello Sforza
Responsabile FIAB rapporti con ECF
Responsabile FIAB relazioni esterne
cell. + 39 3200313836
Carta di Bruxelles
La diffusione della mobilità in bicicletta contribuisce a rendere città più vivibili, un trasporto urbano più efficiente, strade meno congestionate e meno rumorose, un’attività fisica individuale utile a combattere la sedentarietà, maggior sicurezza delle strade. Inoltre favorisce la lotta ai cambiamenti climatici, il risparmio dei carburanti fossili, lo sviluppo del turismo sostenibile.
In occasione di Velo-City®2009 a Bruxelles
Le città firmatarie del presente documento si impegnano a:
a) attuare politiche adeguate finalizzate a raggiungere almeno il 15% di spostamenti in bicicletta nel proprio territorio entro il 2020, o una percentuale maggiore se quel limite fosse stato già raggiunto;
b) ridurre almeno del 50% il rischio di incidenti mortali per i ciclisti entro il 2020;
c) realizzare cicloposteggi e politiche contro il furto delle bici;
d) attivare opportune iniziative per aumentare gli spostamenti sicuri in bicicletta nei percorsi casa-scuola e casa-lavoro;
e) contribuire allo sviluppo del turismo sostenibile investendo per migliorare e incrementare il turismo in bicicletta.
f) cooperare più strettamente con: 1) le associazioni di utenti della bicicletta, 2) le organizzazioni dei dettaglianti e dei produttori di bici, 3) tutti gli altri soggetti interessati come polizia, consulenti e centri di esperienza, tecnici e costruttori di infrastrutture, per raggiungere gli obiettivi prefissi e per essere di buon esempio per altre città.
La città firmataria, insieme a tutte le altre che hanno già sottoscritto la Carta di impegni, chiedono alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo di:
a) fissare l’obiettivo di raggiungere almeno il 15% di spostamenti in bicicletta nella ripartizione modale in Europa, entro l’anno 2020;
b) istituire la figura del Responsabile Europeo della Mobilità ciclistica nell’amministrazione della Commissione Europea
c) Creare un gruppo inter-parlamentare sulla Mobilità in bicicletta nel Parlamento Europeo
d) Finanziare in maniera adeguata appositi Programmi europei finalizzati a sostenere quelle città e quelle ONG che promuovono gli spostamenti in bicicletta in Europa.
Inoltre, i firmatari della Carta chiedono alle Autorità di tutto il mondo, a tutti i livelli, di promuovere in modo deciso la mobilità ciclistica di incorporare tale forma di mobilità sostenibile in tutte le aree delle politiche (sanità, pianificazione territoriale, gestione delle città, economia, mobilità e traffico, tempo libero, sport, turismo).
giovedì 24 settembre 2009
La bici in Germania
Ci permettiamo di pubblicare una lettera che Stefano, un utente del sito "I Like the Bike" www.ilikebike.org, scrive a Bibì Bellini.
Lo facciamo perchè illustra in maniera chiara un interessante progetto di sviluppo per la mobilità sostenibile affrontato a Colonia.
Rispetto ai dati pubblicati qualche giorno fa da legambiente sembra davvero un altro mondo (possibile)!
"Ciao Bibi,
mentre cercavo nuovi progetti di insediamenti a carattere ecologico nei dintorni di Düsseldorf ho scoperto l’esistenza di un nuovo insediamento a Colonia libero da auto. Te lo volevo segnalare perché, anche se tu sei fuggito dalla città, potrebbe lo stesso essere interessante per la ricerca di un’alternativa all’auto.
Purtroppo a Düsseldorf non c’è nulla di simile e difficilmente ci sarà. Düsseldorf è una città ricca, ma molto conservatrice (unica grande città a maggiornaza CDU nella regione). Probabilmente ci sono anche altre esperienze di questo tipo in Germania (sicuramente a Berlino), ma questa mi sembra interessante. Si chiama Stellwerk 60“ www.stellwerk60.de ed è composto da 400 unità abitative: i lavori sono cominciati nel gennaio 2006 e a metà 2008 erano pronte 200 unità.
A Colonia sono parecchi coloro che vivono senza auto (si parla del 22% delle famiglie) e per questo progetto si è sfruttata un’area periferica (ma non troppo) ben collegata con i mezzi di trasporto pubblico ed è previsto un punto di "car-sharing". Tuttavia il mezzo di trasporto più importante resta la bicicletta: invece di garage sono stati costruiti posti per le bici (almeno tre per ogni appartamento); naturalmente anche gli accessi sono indirizzati alle bici. All’interno di questo quartiere ci sono solo vie pedonali e per bici; accesso consentito eccezionalmente solo ai mezzi di soccorso, a quelli della pulizia, dei traslochi, ecc...
I siti sono, oltre a www.stellwerk60.de (che contiene informazioni generali sull’insediaento), anche:
www.nachbarn60.de (una specie di forum a disposizione degli abitanti)
http://www.autofreie-siedlung-koeln.de/index.htm (un’associazione che lavora per gli insediamenti liberi da auto a Colonia)
Purtroppo è tutto in tedesco.
Ciao
Stefano"
Lo facciamo perchè illustra in maniera chiara un interessante progetto di sviluppo per la mobilità sostenibile affrontato a Colonia.
Rispetto ai dati pubblicati qualche giorno fa da legambiente sembra davvero un altro mondo (possibile)!
"Ciao Bibi,
mentre cercavo nuovi progetti di insediamenti a carattere ecologico nei dintorni di Düsseldorf ho scoperto l’esistenza di un nuovo insediamento a Colonia libero da auto. Te lo volevo segnalare perché, anche se tu sei fuggito dalla città, potrebbe lo stesso essere interessante per la ricerca di un’alternativa all’auto.
Purtroppo a Düsseldorf non c’è nulla di simile e difficilmente ci sarà. Düsseldorf è una città ricca, ma molto conservatrice (unica grande città a maggiornaza CDU nella regione). Probabilmente ci sono anche altre esperienze di questo tipo in Germania (sicuramente a Berlino), ma questa mi sembra interessante. Si chiama Stellwerk 60“ www.stellwerk60.de ed è composto da 400 unità abitative: i lavori sono cominciati nel gennaio 2006 e a metà 2008 erano pronte 200 unità.
A Colonia sono parecchi coloro che vivono senza auto (si parla del 22% delle famiglie) e per questo progetto si è sfruttata un’area periferica (ma non troppo) ben collegata con i mezzi di trasporto pubblico ed è previsto un punto di "car-sharing". Tuttavia il mezzo di trasporto più importante resta la bicicletta: invece di garage sono stati costruiti posti per le bici (almeno tre per ogni appartamento); naturalmente anche gli accessi sono indirizzati alle bici. All’interno di questo quartiere ci sono solo vie pedonali e per bici; accesso consentito eccezionalmente solo ai mezzi di soccorso, a quelli della pulizia, dei traslochi, ecc...
I siti sono, oltre a www.stellwerk60.de (che contiene informazioni generali sull’insediaento), anche:
www.nachbarn60.de (una specie di forum a disposizione degli abitanti)
http://www.autofreie-siedlung-koeln.de/index.htm (un’associazione che lavora per gli insediamenti liberi da auto a Colonia)
Purtroppo è tutto in tedesco.
Ciao
Stefano"
mercoledì 23 settembre 2009
Sotto effetto smog!
Dati alla mano a vivere in città c'è da perderci la salute. Legambiente segnala come ancora una volta la qualità dell'aria nelle città italiane sia da considerarsi pessima.Tutta causa del traffico veicolare incontrollato e delle amministrazioni che nulla fanno per promuovere forme di mobilità sostenibile.
Aggiungiamo che lo spazio urbano, inteso come area fisica disponibile per il singolo cittadino, è ormai ridotto all'osso, con zone pedonali inesistenti e/0 comunque sacrificate alla sosta o alla circolazione delle automobili.
Link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=1142&ID_sezione=76&sezione=Ambiente
lunedì 21 settembre 2009
UNA BICI
Ci sono storie che messe in musica si tramandano meglio. Come le fiabe, le filastrocche; come i racconti attorno al fuoco, magari arrivando al luogo dell'incontro in sella ad una bici.
Dettagli sugli Eco - Incentivi
Il prossimo 25 settembre dovrebbe entrare in vigore il nuovo Accordo di Programma stipulato tra Ministero dell'Ambiente, Confindustria ANCMA e CEI CIVES, sottoscritto in data 30 giugno 2009, che rifinanzia il precedente Accordo del 23 dicembre 2008 ed entrato in vigore lo scorso 22 aprile "per l’incentivazione alla diffusione di ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli, biciclette, incluse quelle a pedalata assistita, veicoli assimilati a basso impatto ambientale".
"Non si tratta quindi di un provvedimento specifico a favore delle biciclette, ed esteso questa volta anche ai ciclomotori, come detto erroneamente da qualcuno" - dichiara Antonio Dalla Venezia, presidente della FIAB, l'organizzazione nazionale ambientalista per la diffusione della mobilità urbana e turistica in bicicletta - ma del rifinanziamento del vecchio accordo per sostenere tutto il mercato delle due, tre e quattro ruote "a carburanti puliti".
Il contributo statale per le biciclette a pedali, rimasto del 30%, non sarà più dell'importo massimo di 700 euro come nel precedente accordo, ma di soli 200 euro, e una parte dei finanziamenti sarà destinata a coprire i rimborsi di quei negozianti rimasti scoperti a maggio scorso perchè il sistema informatico andò in tilt e non riuscirono a registrare le loro vendite.
"Insomma, la bicicletta per fortuna non è esclusa - afferma Dalla Venezia - ma siamo ben lontani da una politica specifica di incentivi a favore della bici a trazione muscolare, la sola che combinando energia impiegata per la produzione, costi diretti e indiretti e impatto ambientale uguale a zero, dà effettivamente un bilancio energetico amico dell'ambiente e del clima. Combattere le emissioni atmosferiche e tutelare la qualità dell'aria come fa il Ministero che mette sullo stesso piano anche i veicoli "a basso impatto ambientale" quali ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli, biciclette a pedalata assistita e veicoli assimilati, vuol dire soprattutto sostenere l'industria".
Ma come spiegare la riduzione del contributo del Governo passato da un massimo di 700 euro a soli 200 euro? E' presto detto. "Il precedente accordo - spiega il Presidente Dalla Veneziate - non era nato specificatamente per le bici di fascia medio-bassa che invece hanno letteralmente prosciugato il fondo e spiazzato Ministero e costruttori. Inoltre ora sembra che l'intero budget sia stato ripartito per circa il 60% alle bici (7,6 milioni) e per il 40%(circa 5,1 milioni) a scooter, veicoli elettrici a due e quattro ruote".
Ma per sapere cosa poter comprare gli italiani dovranno ancora aspettare. Sul sito del Ministero manca ancora il listino "allegato" che approva "i modelli di nuova produzione commercializzati dopo l'entrata in vigore dell'Accordo e i modelli delle case costruttrici/importatrici che hanno chiesto di aderire all'accordo stesso e risultanti in un listino allegato al decreto, beneficiari dell'Accordo".
domenica 20 settembre 2009
Bici Contromano A Londra
Sull'introduzione della norma che consente di andare in bici contromano a Londra ecco un intervento di Eugenio Galli, Responsabile Ufficio Legale
e Coordinatore regionale FIAB Lombardia:
"Ciò che viene annunciato come innovazione a Londra, ossia la possibilità
per le bici di percorrere nei due sensi le strade a senso unico per i
veicoli, è in realtà già da tempo nelle regole e nelle prassi di molti
Paesi europei. Così è in Francia, Germania, Olanda, Austria.
Così è a Bordeaux, a Strasburgo, a Vienna, a Berlino, ad Amsterdam.
Alla regolamentazione del "doppio senso per le bici su strade a senso
unico" si riconosce, in tutte le realtà dove il provvedimento è stato
adottato, un duplice vantaggio.
Per il ciclista, che abbrevia il suo percorso evitando le lunghe
deviazioni alle quali sarebbe costretto se fosse costretto a seguire, al
pari della generalità degli altri veicoli, le prescrizioni dei sensi unici.
E per la sicurezza stradale, che viene favorita dalla reciproca visibilità
tra ciclista e conducente del veicolo che proviene in direzione opposta.
Non mi pare che l'Italia "più che cambiare le regole preferisce farle
rispettare".
Il nostro Paese infatti non brilla particolarmente dal punto di vista dei
controlli sulle strade.
Semplicemente, l'Italia, fino ad ora, ha deciso di continuare a non
considerare concretamente le esigenze di una mobilità dolce, leggera e
razionale quale è quella in bicicletta. Ancorandosi ad argomentazioni che
appaiono anche anacronistiche e frutto di una considerazione che relega
alla marginalità sulle strade tutto ciò che è privo di motore".
per le bici di percorrere nei due sensi le strade a senso unico per i
veicoli, è in realtà già da tempo nelle regole e nelle prassi di molti
Paesi europei. Così è in Francia, Germania, Olanda, Austria.
Così è a Bordeaux, a Strasburgo, a Vienna, a Berlino, ad Amsterdam.
Alla regolamentazione del "doppio senso per le bici su strade a senso
unico" si riconosce, in tutte le realtà dove il provvedimento è stato
adottato, un duplice vantaggio.
Per il ciclista, che abbrevia il suo percorso evitando le lunghe
deviazioni alle quali sarebbe costretto se fosse costretto a seguire, al
pari della generalità degli altri veicoli, le prescrizioni dei sensi unici.
E per la sicurezza stradale, che viene favorita dalla reciproca visibilità
tra ciclista e conducente del veicolo che proviene in direzione opposta.
Non mi pare che l'Italia "più che cambiare le regole preferisce farle
rispettare".
Il nostro Paese infatti non brilla particolarmente dal punto di vista dei
controlli sulle strade.
Semplicemente, l'Italia, fino ad ora, ha deciso di continuare a non
considerare concretamente le esigenze di una mobilità dolce, leggera e
razionale quale è quella in bicicletta. Ancorandosi ad argomentazioni che
appaiono anche anacronistiche e frutto di una considerazione che relega
alla marginalità sulle strade tutto ciò che è privo di motore".
giovedì 17 settembre 2009
Un sondaggio conferma: L'italiano è autodipendente
L'italiano è autodipendente! Lo conferma un sondaggio svolto dall'istituto di ricerca SWG.
L'automobile è il nostro totem, non ne possiamo fare assolutamente a meno ed i numeri ce ne danno triste conferma. Il 70% degli automobilisti italiani ritiene l'auto indispensabile o necessaria: per andare al lavoro(46%), per fare acquisti (17%) e per spostarsi nel tempo libero (13%).
Siamo un popolo assetato di motori e di certo le politiche tenute dei nostri governi non disincentivano certo l'uso dell'automobile.
Link: http://www.repubblica.it/2009/09/motori/attualita/motori-sett-09/sondaggio-auto-09/sondaggio-auto-09.html
L'automobile è il nostro totem, non ne possiamo fare assolutamente a meno ed i numeri ce ne danno triste conferma. Il 70% degli automobilisti italiani ritiene l'auto indispensabile o necessaria: per andare al lavoro(46%), per fare acquisti (17%) e per spostarsi nel tempo libero (13%).
Siamo un popolo assetato di motori e di certo le politiche tenute dei nostri governi non disincentivano certo l'uso dell'automobile.
Link: http://www.repubblica.it/2009/09/motori/attualita/motori-sett-09/sondaggio-auto-09/sondaggio-auto-09.html
Salone del Ciclo 18 - 21 settembre Milano
mercoledì 16 settembre 2009
Turismo al Biviere di Gela in bicicletta
Iniziano il 20 settembre le iniziative presso la riserva naturale orientata del Lago Biviere di Gela. Primo inocontro un'estemporanea di pittura dal titolo " il biviere in mostra".
Vi invitiamo ad andarci in bicicletta, perchè non è poi così distante dalla città. Fatelo in gruppo oppure in solitaria, sono solo pochi chilometri che al passo lento della bici assumono l'aspetto di una gita entusiasmante.
Gli uccelli gradiranno molto questa visita silenziosa e poco inquinante.
domenica 13 settembre 2009
Ritornano gli eco - incentivi
Tornano gli eco-incentivi per le biciclette. Dal ministero, però, non sanno ancora fornire notizie ulteriori. Non si conoscono nè la portata di questi incentivi, nè i tempi di arrivo. Rimane comunque una buona notizia, nella speranza che i problemi incontrati la prima volta non si ripetano.
A Gela, per fare un esempio che tocchiamo con mano, di bici incentivate non se ne sono vendute, per il semplice motivo che, fonte rivenditori, le difficoltà riscontrate da parte di questi ultimi nel reperire il finanziamento sono state insormontabili.
Link:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/09/nuovi-incentivi-bici.shtml?uuid=c7ffbbd6-9e2c-11de-8d06-65c305b3f5e4&DocRulesView=Libero
A Gela, per fare un esempio che tocchiamo con mano, di bici incentivate non se ne sono vendute, per il semplice motivo che, fonte rivenditori, le difficoltà riscontrate da parte di questi ultimi nel reperire il finanziamento sono state insormontabili.
Link:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/09/nuovi-incentivi-bici.shtml?uuid=c7ffbbd6-9e2c-11de-8d06-65c305b3f5e4&DocRulesView=Libero
lunedì 7 settembre 2009
domenica 6 settembre 2009
In Bici Per il Clima
In Bici per il clima. Il 20 settembre anche a Roma, come a Stoccolma e Budapest, eventi per promuovere la mobilità in bicicletta per la lotta ai cambiamenti climatici. E’ un’iniziativa di ECF e Commissione Europea con la collaborazione di FIAB, nella Settimana Europea della Mobilità. On line un forum virtuale per dare voce ai cittadini
In vista del summit internazionale sul clima che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre prossimi per discutere e formulare un accordo globale che impegni tutte le nazioni ad una lotta efficace contro i cambiamenti climatici, la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea e l’European Cyclists’ Federation organizzano il prossimo 20 settembre in tre capitali europee - Roma, Stoccolma e Budapest - eventi di promozione del trasporto in bicicletta, in collaborazione con le organizzazioni cicloecologiste aderenti. L’evento di Roma è organizzato con FIAB nazionale e locale (Ruotalibera).
L’iniziativa, all’interno della Settimana Europea della Mobilità che si svolgerà dal 16 al 22 settembre ed alla quale non risulta che il Governo italiano abbia aderito, si propone di sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni sul ruolo e sul contributo che la mobilità ciclistica può avere nel prevenire i cambiamenti climatici attraverso la riduzione dell’emissione di gas serra e la limitazione dei consumi energetici.
Ma non è tutto. Per coinvolgere attivamente i cittadini europei, affinché si arrivi alla Conferenza mondiale sul clima con un livello di partecipazione adeguato, la Direzione generale per l'Ambiente della Commissione europea ha elaborato una campagna di comunicazione focalizzata sull'importanza che ciascuno di noi intraprenda azioni individuali a favore del clima e sulla necessità di aumentare la pressione sui governi nazionali per fare un passo in avanti e per ridurre le emissioni di CO2. "Dite la vostra. I governi devono agire subito "è lo slogan della campagna.
Elemento centrale della campagna è il forum virtuale www.fightclimatechange.eu (a breve operativo) istituito all’interno del Clima World Community www.worldclimatecommunity.com. Si tratta di una bacheca on-line dove ognuno può lasciare opinioni, proposte, suggerimenti, richieste concrete al proprio governo sul tema. I messaggi saranno ufficialmente trasmessi ai negoziatori dell’Unione Europea presenti al COP15. Fai sentire la tua voce!
La manifestazione del 20 settembre a Roma prevede, allo stato, il seguente programma:
* Ore 6: "L'Alba del Rinascimento" - giro in bici per i mattinieri
sulla storia del Rinascimento a Roma attraverso i suoi monumenti.
* Ore 9,45: appuntamento alla CAE (Città dell'Altra Economia) per
distribuire le magliette e cappellini
* Ore 10,30: inizio della pedalata. In tutto 17 km, passando per le
principali vie e piazze del centro.
* Ore 11,30 - 13: soste di 15' circa a Piazza del Popolo, Piazza
Navona, Castel Sant'Angelo e Piazza Farnese con esibizione di
bande di strada e distribuzione di volantini.
* Ore 13,30: arrivo alla CAE e distribuzione di pizza e gelato.
* Ore 14,30: "Le Fontane di Roma" - giro in bici sulla storia delle
fontane piu' belle della capitale.
In vista del summit internazionale sul clima che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre prossimi per discutere e formulare un accordo globale che impegni tutte le nazioni ad una lotta efficace contro i cambiamenti climatici, la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea e l’European Cyclists’ Federation organizzano il prossimo 20 settembre in tre capitali europee - Roma, Stoccolma e Budapest - eventi di promozione del trasporto in bicicletta, in collaborazione con le organizzazioni cicloecologiste aderenti. L’evento di Roma è organizzato con FIAB nazionale e locale (Ruotalibera).
L’iniziativa, all’interno della Settimana Europea della Mobilità che si svolgerà dal 16 al 22 settembre ed alla quale non risulta che il Governo italiano abbia aderito, si propone di sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni sul ruolo e sul contributo che la mobilità ciclistica può avere nel prevenire i cambiamenti climatici attraverso la riduzione dell’emissione di gas serra e la limitazione dei consumi energetici.
Ma non è tutto. Per coinvolgere attivamente i cittadini europei, affinché si arrivi alla Conferenza mondiale sul clima con un livello di partecipazione adeguato, la Direzione generale per l'Ambiente della Commissione europea ha elaborato una campagna di comunicazione focalizzata sull'importanza che ciascuno di noi intraprenda azioni individuali a favore del clima e sulla necessità di aumentare la pressione sui governi nazionali per fare un passo in avanti e per ridurre le emissioni di CO2. "Dite la vostra. I governi devono agire subito "è lo slogan della campagna.
Elemento centrale della campagna è il forum virtuale www.fightclimatechange.eu (a breve operativo) istituito all’interno del Clima World Community www.worldclimatecommunity.com. Si tratta di una bacheca on-line dove ognuno può lasciare opinioni, proposte, suggerimenti, richieste concrete al proprio governo sul tema. I messaggi saranno ufficialmente trasmessi ai negoziatori dell’Unione Europea presenti al COP15. Fai sentire la tua voce!
La manifestazione del 20 settembre a Roma prevede, allo stato, il seguente programma:
* Ore 6: "L'Alba del Rinascimento" - giro in bici per i mattinieri
sulla storia del Rinascimento a Roma attraverso i suoi monumenti.
* Ore 9,45: appuntamento alla CAE (Città dell'Altra Economia) per
distribuire le magliette e cappellini
* Ore 10,30: inizio della pedalata. In tutto 17 km, passando per le
principali vie e piazze del centro.
* Ore 11,30 - 13: soste di 15' circa a Piazza del Popolo, Piazza
Navona, Castel Sant'Angelo e Piazza Farnese con esibizione di
bande di strada e distribuzione di volantini.
* Ore 13,30: arrivo alla CAE e distribuzione di pizza e gelato.
* Ore 14,30: "Le Fontane di Roma" - giro in bici sulla storia delle
fontane piu' belle della capitale.
venerdì 4 settembre 2009
Pedalando per kyoto
giovedì 3 settembre 2009
In gita con la bici in tutta sicurezza
La cultura ciclabile dovrebbe partire dal basso, cominciando, già nelle scuole, a diffondere l'esempio dell'uso della bicicletta. La cosa è difficile se si considera che gli stessi insegnanti, anche solo per fare cento metri nel quartiere di appartenenza, usano l'automobile, ma provarci non è reato.
Prendendo in considerazione le esperienze scolastiche locali il dato è deprimente, parlare di gita scolastica in bicicletta è un tabù da non violare, anche perchè nessun docente tende ad assumersi una tale responsabilità.
Va da se che un'adeguata organizzazione, compresa un'assicurazione infortuni, permetterebbe di realizzare giri interessanti con maggiore tranquilittà.
Lasciando il campo della scuola, possiamo analizzare la realtà delle parrocchie.
Spesso d'estate orde di ragazzini vocianti vengono condotti in bicicletta verso località extraurbane in condizioni estremamente precarie.
La cosa ha un aspetto positivo: consente ai ragazzi di utilizzare la bici; per il resto gli aspetti negativi si sprecano.
I ragazzi vengono condotti lungo strade extraurbane senza che i loro mezzi siano stati adeguatamente controllati; non viene effettuata alcuna forma di educazione stradale e/o legata al corretto uso del mezzo bici; non si presta nessuna attenzione alla dotazione dei mezzi, al vestiario, al cibo e all'idratazione.
Detto questo, il vademecum stilato dal prof. Emilio Rigatti, noto cicloviaggiatore, ci sembra utilissimo per tutti coloro i quali volessero avventurarsi con una certa diligenza nel mondo delle gite in bici con i ragazzi.
Ecco il link al cosiddetto "protocollo Rigatti" :http://www.fiab-scuola.org/scuola-media/turismo-scolastico/71-gita-scolastica-in-bici-il-protocollo-rigatti
mercoledì 2 settembre 2009
Questioni sicule di Bike Sharing!
La questione del Bike Sharing a Siracusa ha sollevato un certo polverone. Difatti il sistema fatica a decollare, pur logisticamente esistente e caratterizzato dalla presenza di diverse bici poste in più stazioni, con un complesso impianto di videosorveglianza e la possibilità di noleggiare anche mezzi a pedalata assistita. Si è parlato di difficoltà burocratiche notevoli che hanno lavorato in senso contrario alla diffusione dell'iniziativa.
Rimane il fatto che ad oggi Siracusa è una delle città dotate di un impianto di Bike Sharing all'avanguardia e con un potenziale notevole per lo sviluppo della mobilità ciclabile.
La risposta che il mobility manager del Comune di Siracusa fornisce al comunicato stampa della Fiab sembra di buon auspicio per il superamento dei problemi esistenti.
Per leggerla cliccate su questo link: http://www.fiab-onlus.it/bikenosharing_siracusa.htm
Rimane il fatto che ad oggi Siracusa è una delle città dotate di un impianto di Bike Sharing all'avanguardia e con un potenziale notevole per lo sviluppo della mobilità ciclabile.
La risposta che il mobility manager del Comune di Siracusa fornisce al comunicato stampa della Fiab sembra di buon auspicio per il superamento dei problemi esistenti.
Per leggerla cliccate su questo link: http://www.fiab-onlus.it/bikenosharing_siracusa.htm
Reti Ciclabili in Area Mediterranea

Reti Ciclabili in Area Mediterranea: Vademecum della Ciclabilità. L'opera più completa e aggiornata sul tema oggi esistente in Italia, realizzato dalla Regione Puglia e redatto dalla FIAB.
Disponibile in PDF nel sito RegionePuglia: http://www.regione.puglia.it/www/web/files/trasporti/CYRONMED_completo_web.pdf
martedì 1 settembre 2009
Il bici-passeggino
L'invenzione è nordica, manco a dirlo, ma la sua applicabilità non ha confini! Eccovi il link: http://www.youtube.com/watch?v=cdzKnW2noVI&eurl=http%3A%2F%2Fwww.ilikebike.org%2Findex.php&feature=player_embedded
giovedì 27 agosto 2009
In bici la strada è più pericolosa!
Trasmessi i dati Istat sulla percentuale di incidenti mortali che coinvolge gli utenti della strada. Sconvolgente il risultato emerso: ancora una volta gli utenti deboli (pedoni e ciclisti) sono quelli maggiormante coinvolti. Il dato numerico parla di un ciclista coinvolto ogni tre incidenti stradali.
Diciamolo chiaramente e senza ipocrisie, andare in bici nelle città italiane è pericoloso. Lo è per ragioni diverse: automobilisti indisciplinati, infrastrutture inadeguate, traffico automobilistico assolutamente incontrollato.
Ogni giorno ci proponiamo di utilizzare la bicicletta per gli spostamenti quotidiani, ma quello che vediamo nella realtà è un pericolo costante fatto di incroci, marciapiedi, viali e piazze invasi da auto prive di controllo. Il ciclista sembra un moscerino da spazzare via. Solo una seria politica riformatrice del trasporto urbano potrà dare una mano alla diffusione di una mobilità dolce.
Per ulteriori informazioni: http://www.italialavoro.it/wps/portal/!ut/p/kcxml/04_Sj9SPykssy0xPLMnMz0vM0Y_QjzKLd4z3NQLJmMUbxBub6keiijjCBXw98nNT9YOAEpHmIBFH_aic1PTE5Er9YH1v_QD9gtzQiHJvR0cA433JVg!!/delta/base64xml/L0lJSk03dWlDU1lBIS9JTGpBQU15QUJFUkVSRUlrLzRGR2dkWW5LSjBGUm9YZnJDRUEhLzdfQV9NQS8x?WCM_PORTLET=PC_7_A_MA_WCM&WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ItaliaLavoro.it/Home/La+societa/Magazine/Analisi/IL+-+B5Analisi03+gennaio+2009
Diciamolo chiaramente e senza ipocrisie, andare in bici nelle città italiane è pericoloso. Lo è per ragioni diverse: automobilisti indisciplinati, infrastrutture inadeguate, traffico automobilistico assolutamente incontrollato.
Ogni giorno ci proponiamo di utilizzare la bicicletta per gli spostamenti quotidiani, ma quello che vediamo nella realtà è un pericolo costante fatto di incroci, marciapiedi, viali e piazze invasi da auto prive di controllo. Il ciclista sembra un moscerino da spazzare via. Solo una seria politica riformatrice del trasporto urbano potrà dare una mano alla diffusione di una mobilità dolce.
Per ulteriori informazioni: http://www.italialavoro.it/wps/portal/!ut/p/kcxml/04_Sj9SPykssy0xPLMnMz0vM0Y_QjzKLd4z3NQLJmMUbxBub6keiijjCBXw98nNT9YOAEpHmIBFH_aic1PTE5Er9YH1v_QD9gtzQiHJvR0cA433JVg!!/delta/base64xml/L0lJSk03dWlDU1lBIS9JTGpBQU15QUJFUkVSRUlrLzRGR2dkWW5LSjBGUm9YZnJDRUEhLzdfQV9NQS8x?WCM_PORTLET=PC_7_A_MA_WCM&WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ItaliaLavoro.it/Home/La+societa/Magazine/Analisi/IL+-+B5Analisi03+gennaio+2009
lunedì 27 luglio 2009
Il ministro in bicicletta
Se tutti i ministri si spostassero in bicicletta avremmo un buon esempio di mobilità dolce. Per adesso lo fa solo la sig.ra Carfagna, rondine singola nessuna primavera, ma, per rimanere in zona proverbi, il bicchiere è bello se è mezzo pieno. Immagini: http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/carfagna-bici/1.html
mercoledì 8 luglio 2009
Togliere punti dalla patente a chi commette infrazioni in bici?
In merito alla norma introdotta in via legislativa con il pacchetto “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” - approvato il 2 luglio dal Parlamento - che prevede la possibilità di decurtare i punti della patente di guida anche nel caso di infrazioni commesse in bicicletta, il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia, dichiara:
"Attenderemo la prima contravvenzione ad un ciclistica, con decurtazione di punti dalla patente, per fare ricorso al giudice di pace e chiedere che la norma venga rimessa alla corte costituzionale perchè illegittima. Non vogliamo promuovere la difesa di un interesse meramente corporativo dei ciclisti che offrirebbe solo un comodo sotterfugio a chi vorrebbe liquidare sbrigativamente le nostre obiezioni. Ci sembra invece che questa norma – che non risulta avere uguali in Europa – sia portatrice di sostanziali violazioni al principio di eguaglianza, che riguardano tutti i cittadini, indistintamente.
Sottrarre punti alla patente auto per violazioni del codice della strada commesse alla guida di veicoli che non prevedono una specifica abilitazione (le bici, appunto) appare contraddittorio e immotivato. Non solo: anche condizionare l’applicazione della sanzione al possesso della patente è un ulteriore elemento di incomprensibile discriminazione, risultando sfavorito, a fronte di una medesima violazione, chi possiede la patente. Se due ciclisti commettono la stessa contravvenzione, ma uno ha la patente e l'altro no, solo al patentato si applica la decurtazione dei punti.
Aggiungiamo peraltro che, proseguendo questa linea di ragionamento, pure il pedone che attraversa con il semaforo rosso dovrebbe subire la decurtazione dei punti della patente di cui egli sia eventualmente in possesso. Per tutti questi motivi, questa norma ci sembra un parto giuridicamente insensato. Per questo la FIAB farà ricorso al giudice di pace per chiedere l'intervento della Corte costituzionale.
In Italia il problema della endemica insicurezza delle nostre strade, anche urbane, è certamente serio e grave, e non da oggi: ma non ci risulta che esso sia causato dai ciclisti i quali semmai, insieme ai pedoni, sono tra le vittime più numerose. Rispetto alla norma commentata, sfugge dunque persino quale sia l’obiettivo perseguito dal Legislatore.
Nel nostro Paese manca da sempre una politica di attenzione nei confronti della mobilità ciclistica: inutile proporre impietosi quanto inevitabili confronti con ciò che avviene negli altri Paesi europei che stanno appena a pochi chilometri da qui. E i pochi impegni assunti dal nostro Governo (ad esempio quello, risalente al novembre 2007, di istituire un Servizio Nazionale per la Mobilità Ciclistica) spesso restano sulla carta.
Come sollecitato da governi e istituzioni europee e ben sintetizzato dalle parole del Commissario ai Trasporti della Comunità europea Antonio Tajani, attendiamo anche dal Parlamento italiano provvedimenti per promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano a emissione zero".
"Attenderemo la prima contravvenzione ad un ciclistica, con decurtazione di punti dalla patente, per fare ricorso al giudice di pace e chiedere che la norma venga rimessa alla corte costituzionale perchè illegittima. Non vogliamo promuovere la difesa di un interesse meramente corporativo dei ciclisti che offrirebbe solo un comodo sotterfugio a chi vorrebbe liquidare sbrigativamente le nostre obiezioni. Ci sembra invece che questa norma – che non risulta avere uguali in Europa – sia portatrice di sostanziali violazioni al principio di eguaglianza, che riguardano tutti i cittadini, indistintamente.
Sottrarre punti alla patente auto per violazioni del codice della strada commesse alla guida di veicoli che non prevedono una specifica abilitazione (le bici, appunto) appare contraddittorio e immotivato. Non solo: anche condizionare l’applicazione della sanzione al possesso della patente è un ulteriore elemento di incomprensibile discriminazione, risultando sfavorito, a fronte di una medesima violazione, chi possiede la patente. Se due ciclisti commettono la stessa contravvenzione, ma uno ha la patente e l'altro no, solo al patentato si applica la decurtazione dei punti.
Aggiungiamo peraltro che, proseguendo questa linea di ragionamento, pure il pedone che attraversa con il semaforo rosso dovrebbe subire la decurtazione dei punti della patente di cui egli sia eventualmente in possesso. Per tutti questi motivi, questa norma ci sembra un parto giuridicamente insensato. Per questo la FIAB farà ricorso al giudice di pace per chiedere l'intervento della Corte costituzionale.
In Italia il problema della endemica insicurezza delle nostre strade, anche urbane, è certamente serio e grave, e non da oggi: ma non ci risulta che esso sia causato dai ciclisti i quali semmai, insieme ai pedoni, sono tra le vittime più numerose. Rispetto alla norma commentata, sfugge dunque persino quale sia l’obiettivo perseguito dal Legislatore.
Nel nostro Paese manca da sempre una politica di attenzione nei confronti della mobilità ciclistica: inutile proporre impietosi quanto inevitabili confronti con ciò che avviene negli altri Paesi europei che stanno appena a pochi chilometri da qui. E i pochi impegni assunti dal nostro Governo (ad esempio quello, risalente al novembre 2007, di istituire un Servizio Nazionale per la Mobilità Ciclistica) spesso restano sulla carta.
Come sollecitato da governi e istituzioni europee e ben sintetizzato dalle parole del Commissario ai Trasporti della Comunità europea Antonio Tajani, attendiamo anche dal Parlamento italiano provvedimenti per promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano a emissione zero".
sabato 13 giugno 2009
Buone nuove
Incredibile, ma vero! Si intensificano in città gli avvistamenti di biciclette destinate all'utilizzo urbano, roba che qualche hanno fa sembrava impensabile, sarà la crisi? Ne segnaliamo alcuni con la felicità di un bambino che vede una gallina viva e afferma: " mamma, ma ha le piume e si muove!".
Bicicletta modello olandese con cestini anteriore e posteriore, luogo via europa incrocio con via Cicerone, attacata al palo; Signori con bici da passeggio e sacchetti della spesa, reiterati avvistamenti in diversi punti della città, cominciamo a sospettare che ne facciano uso regolare.
Buone notizie gente!!!
Bicicletta modello olandese con cestini anteriore e posteriore, luogo via europa incrocio con via Cicerone, attacata al palo; Signori con bici da passeggio e sacchetti della spesa, reiterati avvistamenti in diversi punti della città, cominciamo a sospettare che ne facciano uso regolare.
Buone notizie gente!!!
domenica 7 giugno 2009
Lo Spazzino volante (in bici)
Se uno spazzino passasse silenzioso nella notte a raccogliere l'immondizia avremmo meno sobbalzi dovuti al rumore terrificante delle autocompattatrici.Ma, a volte, vista la realtà corrente, è già un bene che la spazzatura venga raccolta.
Allora non ci resta che lasciare spazio alla nostra immaginazione e goderci le immagini degli spazzini in bicicletta che corrono per Zagabria. Una vera e propria gara!
Link: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/corsa-spazzini/1.html
venerdì 22 maggio 2009
Eco incentivi dove?
Quando una cosa è effimera l'entusiasmo passa in fretta e quello che resta sono solo i problemi da risolvere. Passato l'entusiasmo per gli eco - incentivi, in terra gelese è rimasto forte il dubbio che la zona africana della nazione non beneficia di certi benefici.
Ad entrare in uno dei pochi rivenditori di biciclette della città si rimane tra l'incredulo ed il pionieristico. Infatti anche loro, i rivenditori, hanno saputo di questi incentivi, ma di fatto non possono (?) praticarli. Dicono, problemi burocratici posti dalle banche. Qualcuno di loro ci ha riferito che le banche non permetterebbero di avere accesso agli incentivi senza la corrispondente apertura di un conto corrente, che poi, ad essere precisi, queste generiche banche altro non sarebbero che le filiali del gruppo Unicredit.
Ci crediamo? Non sappiamo che dire, rimane il fatto che davvero qui non si è eco - incentivato nulla, almeno sul piano ciclabile, vuoi vedere che se chiediamo ai rivenditori di moto la salsa è diversa?
Sarà mica pigrizia di chi vende le bici, oppure la solita burocrazia nostrana, che, come si sa, è molto solerte quando deve ingarbugliare le cose, molto meno quando deve sbrogliare la matassa.
Siamo alle solite, tra i titoli dei giornali e la realtà corre uno spazio indefinito ed indefinibile.
giovedì 14 maggio 2009
Tanto per parlare di ciclabili
Preso atto che noi siamo ai confini dell'"impero" (l'Africa è dietro l'angolo), possiamo guardare in alto ai nostri omonimi che confinano a nord di questo fantomatico impero e vivono assaporando certi sapori che solo ai margini esistono.Nel guardare con attenzione capita anche di scoprire cose interessanti, come, per esempio, una ciclabile lunghissima (99 km), che corre lungo le sponde del fiume Isarco e ne attraversa l'omonima valle.
Strada per biciclette, fortemente per le due ruote a propulsione umana! Strada che si muove con un percorso lineare che conduce in un luogo senza perdersi nel nulla e lo fa in tutta sicurezza, separata dalle strade dedicate al traffico motorizzato.
Esperienza interessante questa della ciclabile dell'Isarco, la cosiddetta Route 99. Parte dal Brennero e finisce a Bolzano, con un dislivello in leggera discesa di oltre 1000 metri.
In mezzo trovate natura, bicigrill, ristoranti, b&b, parcheggi per bici, musei, abbazie.
Per informazioni: http://www.suedtirol-it.com/valleisarco/ciclabile.htm
Link a giornali: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/montagna/grubrica.asp?ID_blog=68&ID_articolo=992&ID_sezione=137&sezione=
martedì 12 maggio 2009
Pericolosamente!!! Risposta della Fiab
Il problema dell'incidentalità stradale è sicuramente di attualità e bene fanno gli organi tecnici quali l'ASAPS e gli organi di stampa a darvi la massima rilevanza. A maggior ragione è importante sottolineare che la protezione degli utenti deboli della strada è una delle priorità da affrontare a livello nazionale.
Il tema può però risultare fuorviante se, ribaltando cause con effetti, viene presentato come il problema della pericolosità ad andare in bicicletta. È bene pertanto partire da qualche dato di fatto.
La riduzione dell'incidentalità stradale è stata richiesta a livello comunitario come obiettivo primario per tutti i paesi membri ponendo l'obiettivo di dimezzare morti e incidenti dal 2000 al 2010. In Italia, c'è stata una riduzione degli incidenti, anche se non sufficiente per raggiungere l'obiettivo prefissato.In particolare il problema principale in Italia sono i centri urbani in cui si concentrano il 44% dei morti ed il 77% degli incidenti (in controtendenza con l'Europa) Inoltre le aree urbane sono quelle caratterizzate dalla minore riduzione di incidentalità. Il confronto con le aree urbane di altri paesi è addirittura impietoso. In città, infine, gli incidenti gravi interessano principalmente pedoni e ciclisti.
Se analizziamo nel dettaglio gli incidenti a pedoni e ciclisti notiamo un andamento sostanzialmente costante (nell'ultimo anno si è registrato un aumento di morti per i ciclisti ed una riduzione per i pedoni); per quanto riguarda gli infortuni, al contrario l'aumento è stato costante con una leggera riduzione nell'ultimo anno analizzato. Il leggero aumento di incidentalità ai ciclisti va però analizzato con un significativo incremento dell'utenza ciclistica dello stesso periodo.
Se consideriamo i dati ISFORT, si è passati negli ultimi 5 anni da circa 4 miliardi di km/anno percorsi dai ciclisti ai 6 miliardi del 2007. Di conseguenza gli incidenti per km percorso sono in costante diminuzione (60 morti per miliardo di km percorsi contro i 70 del 2000)Fuorviante è invece analizzare solo il dato del tasso di mortalità (numero morti per 100 incidenti). Risulta infatti che il valore medio per tutti gli utenti della strada (5131 morti su 230871 incidenti) è pari a 2,2. Anche per i ciclisti il tasso è 2,2 (352 morti su 15700 incidenti registrati); per i pedoni il tasso è pari a 3, mentre per i motociclisti è 2. Risulta evidente che paragonare il tasso di mortalità complessivo di un ciclista (investito da una macchina) con quello dell'automobilista che lo ha investito è poco significativo. Essendo ancora superiore il tasso di mortalità per i pedoni cosa se ne dovrebbe ricavare? Che è più sicuro spostarsi in carro armato?È bene non dimenticare infatti che è stato calcolato che il numero di anni di vita guadagnati come risultato dell'uso regolare della bicicletta è 20 volte maggiore degli anni perduti dai ciclisti negli incidenti stradali. Risulta invece interessante confrontare i dati di incidentalità con un altro indicatore, ovvero la composizione modale del traffico. Infatti c'è una correlazione tra aumento della ciclabilità e riduzione dell'incidentalità. Questa correlazione è ancora più sorprendente se si verifica che, a seguito di un aumento significativo del numero dei ciclisti (oltre il 12-15% di composizione modale) si registra una diminuzione delle morti di tutti gli utenti della strada. Ovvero l'intero traffico diventa più sicuro.Cosa fare allora per ridurre l'incidentalità? Due interventi su tutti. Il primo lo abbiamo già individuato, ovvero intervenire sulle politiche della mobilità (in Germania si sono posti l'obiettivo di raddoppiare la composizione modale dal 10 al 20%; per noi già il 15% sarebbe un traguardo notevole). Il sistema della mobilità, infatti, non si autoregola. Il secondo intervento, e forse più importante, è quello della moderazione del traffico. Quindi, tra gli interventi prioritari, le zone 30 devono essere regola e non l'eccezione, prioritarie anche rispetto alle piste ciclabili. Altro principio fondamentale è garantire il non superamento dei 50 km/h in città,come previsto dal codice della strada. A queste condizioni la sterile ricerca di chi è la colpa di un incidente (se c'è un incidente ci sarà sempre qualcuno che ha sbagliato qualcosa) diventa irrilevante, dato che a basse velocità di impatto la gravità si annulla.
Il tema può però risultare fuorviante se, ribaltando cause con effetti, viene presentato come il problema della pericolosità ad andare in bicicletta. È bene pertanto partire da qualche dato di fatto.
La riduzione dell'incidentalità stradale è stata richiesta a livello comunitario come obiettivo primario per tutti i paesi membri ponendo l'obiettivo di dimezzare morti e incidenti dal 2000 al 2010. In Italia, c'è stata una riduzione degli incidenti, anche se non sufficiente per raggiungere l'obiettivo prefissato.In particolare il problema principale in Italia sono i centri urbani in cui si concentrano il 44% dei morti ed il 77% degli incidenti (in controtendenza con l'Europa) Inoltre le aree urbane sono quelle caratterizzate dalla minore riduzione di incidentalità. Il confronto con le aree urbane di altri paesi è addirittura impietoso. In città, infine, gli incidenti gravi interessano principalmente pedoni e ciclisti.
Se analizziamo nel dettaglio gli incidenti a pedoni e ciclisti notiamo un andamento sostanzialmente costante (nell'ultimo anno si è registrato un aumento di morti per i ciclisti ed una riduzione per i pedoni); per quanto riguarda gli infortuni, al contrario l'aumento è stato costante con una leggera riduzione nell'ultimo anno analizzato. Il leggero aumento di incidentalità ai ciclisti va però analizzato con un significativo incremento dell'utenza ciclistica dello stesso periodo.
Se consideriamo i dati ISFORT, si è passati negli ultimi 5 anni da circa 4 miliardi di km/anno percorsi dai ciclisti ai 6 miliardi del 2007. Di conseguenza gli incidenti per km percorso sono in costante diminuzione (60 morti per miliardo di km percorsi contro i 70 del 2000)Fuorviante è invece analizzare solo il dato del tasso di mortalità (numero morti per 100 incidenti). Risulta infatti che il valore medio per tutti gli utenti della strada (5131 morti su 230871 incidenti) è pari a 2,2. Anche per i ciclisti il tasso è 2,2 (352 morti su 15700 incidenti registrati); per i pedoni il tasso è pari a 3, mentre per i motociclisti è 2. Risulta evidente che paragonare il tasso di mortalità complessivo di un ciclista (investito da una macchina) con quello dell'automobilista che lo ha investito è poco significativo. Essendo ancora superiore il tasso di mortalità per i pedoni cosa se ne dovrebbe ricavare? Che è più sicuro spostarsi in carro armato?È bene non dimenticare infatti che è stato calcolato che il numero di anni di vita guadagnati come risultato dell'uso regolare della bicicletta è 20 volte maggiore degli anni perduti dai ciclisti negli incidenti stradali. Risulta invece interessante confrontare i dati di incidentalità con un altro indicatore, ovvero la composizione modale del traffico. Infatti c'è una correlazione tra aumento della ciclabilità e riduzione dell'incidentalità. Questa correlazione è ancora più sorprendente se si verifica che, a seguito di un aumento significativo del numero dei ciclisti (oltre il 12-15% di composizione modale) si registra una diminuzione delle morti di tutti gli utenti della strada. Ovvero l'intero traffico diventa più sicuro.Cosa fare allora per ridurre l'incidentalità? Due interventi su tutti. Il primo lo abbiamo già individuato, ovvero intervenire sulle politiche della mobilità (in Germania si sono posti l'obiettivo di raddoppiare la composizione modale dal 10 al 20%; per noi già il 15% sarebbe un traguardo notevole). Il sistema della mobilità, infatti, non si autoregola. Il secondo intervento, e forse più importante, è quello della moderazione del traffico. Quindi, tra gli interventi prioritari, le zone 30 devono essere regola e non l'eccezione, prioritarie anche rispetto alle piste ciclabili. Altro principio fondamentale è garantire il non superamento dei 50 km/h in città,come previsto dal codice della strada. A queste condizioni la sterile ricerca di chi è la colpa di un incidente (se c'è un incidente ci sarà sempre qualcuno che ha sbagliato qualcosa) diventa irrilevante, dato che a basse velocità di impatto la gravità si annulla.
lunedì 11 maggio 2009
Pericolosamente!!!
Andare in bicicletta diventa sempre più pericoloso. A dirlo non sono i rappresentanti delle maggiori associazioni ciclistiche mondiali, in effetti loro lo ripetono tutti i giorni; a dirlo è l'Asaps(associazioni sostenitori amici polizia stradale): http://download.repubblica.it/pdf/2009/incidenti_ciclisti_2007.pdf.La conferma non viene da semplici deduzioni astratte, è la triste danza dei numeri a sottolineare questo fenomeno preoccupante. Il rischio di mortalità di chi pedala, dato un valore medio pari ad 1, è di 2,18, contro lo 0,78 degli automobilisti. Solo nel 2007, in 15.713 incidenti sono morti 352 ciclisti e ben 14.535 sono quelli rimasti feriti (Istat).
Questi sono numeri e non parole. I proclami servono davvero a poco, serve una politica più attenta alla tutela degli utenti della strada cosiddetti "deboli"; una politica vera che comprenda anche un'adeguata formazione fin dalla più tenera età, per evitare che un bambino di oggi si ritrovi esaltato pericolo pubblico sulle strade di domani.
Tutte le notizie sugli incentivi per la vendita di biciclette sono inutili promozioni elettorali se poi si ha il terrore (giusto) di usarla quella bicicletta.
venerdì 8 maggio 2009
VELO - CITY 2009 BRUXELLES

Il VELO-CITY si terrà presso il centro congressi Tour & Taxis.
L'area, nella zona portuale ormai interamente riqualificata, è accessibile comodamente in bicicletta dal centro città e attrezzato, non solo per l'occasione, con cicloposteggi. All'iniziativa, promossa e organizzata dall'ECF - European Cyclists' Federation con il sostegno di Istituzioni belghe nazionali, regionali e locali, sono attesi oltre un migliaio di delegati, da tutto il mondo, tra rappresentanti dei Governi, del mondo accademico e degli Istituti di ricerca, dell'industria delle bici, degli enti territoriali e locali, delle associazioni di utenti della bicicletta. La cerimonia di apertura si terrà martedì 12 martedì maggio alla presenza del Commissiario europeo per i Trasporti, Antonio Tajani, del Ministro della mobilità di Bruxelles Regione Capitale, Pascal Smith e del presidente dell'European Cyciclists' Federation, Manfred Neun.Gli eventi organizzati a Bruxelles nella settimana dedicata alla bicicletta e denominati "Dring Dring", verranno proposti dalle associazioni belghe dei ciclisti (Ateliers de la rue Voot, CyCLO, Fietsersbond, Gracq and Pro Velo).
Feste, informazioni sugli spostamenti in bici, laboratori di riparazione, rassegne cinematografiche, attività di animazione a tema, vivacizzeranno le intere giornate della settimana a benecifio non solo del pubblico locale ma anche, e soprattutto, dei delegati esteri alla Conferenza.Alla realizzazione dei lavori del Velo-City contribuiranno anche i rappresentanti FIAB con tre poster: a) Bicistaffetta, quale evento nazionale FIAB per promuovere il progetto Bicitalia, a cura di Claudio Pedroni; b) la bici "intermodale" come soluzione pratica di mobilità urbana, a cura di Massimiliano Amirfeiz; c) corridoio ciclabile Mantova-Parma- Tirreno, a cura di Umberto Rovaldi.
I primi ad arrivare a Bruxelles nella giornata di domenica saranno Doretta Vicini, vicepresidente ECF e Lello Sforza, delegato ai rapporti con ECF. Entrambi parteciperanno all'assemblea generale dell'European Cyclists' Federation, che si svolgerà il 10 e l'11 maggio.
La scelta di Bruxelles da parte dell'ECF quale sede del VELO-CITY, non è stata casuale. In vista delle prossime elezioni europee l'European Cyclists’ Federation, a cui aderiscono 51 organizzazioni di 36 paesi in rappresentanza di 500.000 iscritti, intende sollecitare l'adesione dei candidati al Parlamento Europeo, affinchè si impegnino a favore di una politica europea del trasporto ciclistico, sottoscrivendo un decalogo a favore della bicicletta come mezzo di locomozione.
DETTAGLI: www.velo-city2009.com
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